Non spaventatevi

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Mio marito la mattina esce presto ed io sono quasi sempre tra i fumi del sonno 😪 una volta era capitato che non mi sentissi bene, non ricordo quando di preciso, allora, dal momento che, per forza di cose, lui è molto tecnologico abbiamo, al posto del termometro, la pistola per misurare la temperatura 🌡 è molto comoda perché un attimo e via. Non ricordo se sospettassi di avere il Covid, era prima che lo prendessimo entrambi, ah no, forse è stato quando mi sono vaccinata e allora dissi a mio marito di non andarsene via senza prima verificare che avessi o meno la febbre 🤒 in quel caso gli chiesi di non lasciarmi da sola. Insomma gli dissi: “Mi raccomando, sparami prima di uscire!”. Di lì giù a ridere, ti pare che una moglie debba fare richieste simili, non hai cura di me. Io, non so come, riuscivo a ridere anche in ospedale 🏥 che non è esattamente il luogo più bello del mondo. Gentilmente mi hanno anche ricoverata due volte al reparto geriatrico, tanto che la seconda volta conoscevo tutti. Ci mancava che mi dicessero: “De nuevo tu, ma non dovevamo non vederci più?”. Ora, non è che io fossi decisamente al settimo cielo di rivederli, specialmente la seconda volta, per sentirmi pure dire di non preoccuparmi dell’intervento che avrei dovuto fare, tanto ci stiamo avviando verso il viale del tramonto 🌇 Ora, generalmente sono paziente e quando puedo lascio correre. Come ho fatto, più o meno, ma glielo feci capire benissimo.

Gli risposi: “Senti cosetto, va bene che mi avete ricoverata, immeritatamente, per due volte nel reparto geriatrico perché non c’era posto, ma non mi porto male, parla per te, che io sono un fiore.” 🌼

Poi ditemi voi se sono cose da dire, in quel modo, peraltro, boh, un po’ di garbo alle volte.

Una signora ricoverata con me, quando ebbi la polmonite atipica primaria, doveva essere una nobildonna o presunta tale. Eravamo credo in sette nella stessa stanza, io non avevo nemmeno il letto, ma dormivo in barella. Avevo paura 😱 di cadere o di fare un urlo nella notte, fortunatamente non mi capita più di urlare. Insomma, questa dama aveva le lenzuola di seta nel letto dell’ospedale, camicia da notte di seta con vestaglia sempre di seta, in allegato e la cosa che più mi colpì fu che avesse un beauty case che assomigliava ad un trolley, viste le dimensioni, in pelle umana, si truccava ogni giorno. La sua pelle implorava pietà. Un radiologo venne a prenderla per farle fare una risonanza magnetica, indossò un paio di occhiali 🥽 da sole che credo fossero assicurati come tutto il resto. Le coprivano quasi l’intero viso. Il ragazzo che la portava le disse: “Segnò, andiamo a fare na risonanza magnetica, mica annamo in piscina.”. Io non sapevo più dove girarmi per ridere. Potevano farle fare una puntatina al reparto psichiatrico già che si trovavano, ma il pezzo forte è che non mangiava il cibo dell’ospedale. Da fuori riceveva pasti tre volte al giorno, forse Vissani cucinava per lei. Mi domando se non fosse stato più opportuno farsi ricoverare in una clinica privata di lusso con tutta quella tiritera. Il marito lo trattava a mò di zerbino. Aveva parole buone solo per i suoi figli, indossavano abiti firmati dalla testa ai piedi. Che schiaffo alla miseria, correva l’anno 2015 e questa è una storia vera! 😂😂😂

Fu quando mi dissero che potevo avere tranquillissimamente un tumore al polmone inoperabile. Una dottoressa, amica di mio cugino, dottore anche lui, mi disse che doveva essere stato brutto sentirselo dire, ma no, scherzi, è stato piacevolissimo, è una di quelle cose che uno pagherebbe oro per sentirlo e quello che davvero mi fece male fu la leggerezza con la quale me lo disse un giovane medico del Pronto Soccorso. Gli risposi d’amblet, ah ora sì che sono a posto, mi sento tranquillissima, mi guardò pure male, lui!

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Pubblicato da valy71

Sono appassionata di scrittura da sempre, cerco il mio posto nel mondo ed è proprio per questo motivo che ho deciso di approdare qui. La parola chiave del mio Blog è decisamente l'Amore, l'amore per la vita, in tutte le sue forme e nelle inevitabili diramazioni che la vita ci impone. La vita ci insegna anche quello che non vorremmo mai imparare, lo ripeteva spesso una persona che ho amato tanto, con tutto il cuore, una donna meravigliosa che ora ci osserva e ci protegge da lassù e sono certa che mi voglia bene, come io ne voglio a lei, la amerò per sempre, anche se il destino, che davvero ha molta più fantasia di noi, ha deciso di separare, per così dire, le nostre strade, ma per volersi bene, non basta che amarsi, anche se non ci si vede e non ci si sente più. Il mio dolce saluto arriva fino a lassù e la raggiunge. Le auguro di riposare in pace e di trovare quella felicità che nella vita ha saputo assaporare, nonostante le mille difficoltà che ha incontrato e superato brillantemente. Non fu subito amore a prima vista tra noi, ma abbiamo imparato a volerci bene e a rispettarci. Dove c'è rispetto, c'è amore! Valeria D'Andrea

50 pensieri riguardo “Non spaventatevi

  1. la storia della tipa di lusso è esilarante 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 avrei voluto vederla, riguardo il tuo buonumore, che poi è anche il mio, per fortuna che cerchi di minimizzare il tutto, certe notizie ad altri avrebbero fatto venire un infarto. Ma poi com’è andata la diagnosi? Avevi realmente qualcosa di preoccupante o erano solo false diagnosi, tanto per cambiare? 🙄🤔
    Buonanotte e buona giornata per domani, un carissimo abbraccio 🤗🤗🤗😉

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    1. Sì, potrei scrivere un best seller suo miei vari ricoveri, la tipa di lusso era fuori come una gru.
      Non avevo il tumore al polmone, ma avrei potuto morire per quella polmonite atipica primaria, feci dieci giorni tosti di ricovero in ospedale ed una convalescenza lunghissima.
      Di primo acchito, mi misi a piangere, ma mi ricomposi per mio marito che ci mancò poco che svenisse dallo spavento 😨 potrei aggiungere molti particolari, ho raccontato i più salienti. L’ho scampata, ma me la sono vista brutta, caro Massimo, buonanotte

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      1. Eh, sì, decisamente. Quando si tratta di combattere, non mi tiro indietro. Fu un periodo duro. Pensa che mi sembrava di avere una freccia conficcata nel polmone, grazie a Dio, sono guarita benissimo!
        Un enorme abbraccio a te!
        Buona serata 🤗🤗🤗🤗😉😊👋

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    1. Giusy il tuo racconto tira su perché li colori di toni umoristici …I ricoveri ospedalieri non sono molto semplici …Meno male che è finita bene. Talvolta i medici parlano in modo talmente diretto da procurare quasi degli svenimenti .
      I vicini di camera ?
      Ci sono reparti piuttosto 😱Ti abbraccio… stai benone ❣️🤗

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      1. Ciao Francesca, io mi chiamo Valeria, Valy, se preferisci.
        So bene che i ricoveri non sono semplici, ne ho subiti molti ed anche molti interventi, dato che sono un soggetto chirurgico, ma ne sono sempre uscirta forse anche per la mia voglia di vivere e per la capacità di riuscire a ricondurre tutto, magari con una bella risata, anche se in quei momenti non c’era proprio da ridere!
        I vicini di camera a volte un gran tormento, ho cercato di aiutare tutti mentre ero lì.
        Ti ringrazio cara e ti abbraccio forte ❤️ ti auguro di stare bene! ❣️🤗

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      1. Ma figurati, cara Francesca, non è successo nulla. Spero di potervi trasmettere tanta energia positiva e soprattutto tantissimo buon umore, che è sempre un grande alleato! Ti auguro le cose migliori e le più belle! Grazie di vero cuore ❤️🐞🦋🎀♥️

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  2. Sì, alcuni medici dovrebbero fare un corso di sensibilità… Danno le notizie in modo talmente brutale da fare venire un infarto. E non solo in ospedale, a me capitò una radiologa in clinica privata… Riuscì a farmi sentire con un piede nella fossa e una povera mentecatta con poche parole (dette malissimo). Ad ogni modo, la tipa extralusso è un personaggio straordinario. 😂🤣

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    1. Secondo me era fuori come una gru, non che fosse l’unica in quella stanza. Avevano bullizzato una povera signora, con la quale io naturalmente ho socializzato. Ero l’unica con cui potesse parlare. Avevo socializzato con tutte, una era una vera carogna, ma non riuscivo ad avercela con lei, aveva poco da vivere….
      Quando mi hanno operata nel 2018, cambiai ospedale 🏥 e mi misero in un polo oncologico. Mi torturarono psicologicamente! Disgraziata quella radiologa, lei è una povera mentecatta, per non dire di peggio e chiamarla per nome! Nella mia vita ho conosciuto molti mascalzoni, uno un radiologo convinto che io volessi truffare l’assicurazione, pensa te. Avevo ventotto anni, feci il mio primo intervento chirurgico al seno. Mi avevano fatto credere che fosse un tumore, ci si mise di mezzo pure il ragazzo con il quale stavo. Sicuramente quel suo comportamento orribile minò la nostra storia. Mia madre voleva giustamente tirargli il collo, ti puoi Immaginare la scena 😂🤣
      mi trattò male mentre ero in ospedale e lui stava a casa 🏡 mia e mi disse che era stanco 😫 di tutti i casini che combinavo, ai quali poi, lui, povera anima, doveva porre rimedio. Anche lì, mia madre voleva partire all’attacco!!!! 😂😂😂 Alice mia, ora ci rido, ma quanta amarezza!
      Si mise ad urlare in ospedale, fu lì che mia madre gliene disse quattro.

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      1. Certo che ne hai passate tante, ma proprio tante! Tutto serve, alla fine. Ti ha portato ad essere la persona straordinaria che sei ora e ti ha portato qui, in questo preciso momento della vita. Certo avrei voluto risparmiarti tutto il dolore e tutta l’amarezza e tutti gli interventi e tutto, ma oggi sei la nostra mitica Valy e di questo sono grata. ♥️🥰

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      2. Ne hai passate tantissime anche tu, ma questo ci ha reso le donne che siamo oggi. A volte mi capita di ripensare alla mia vita come ad un film 🎥 anche io avrei voluto risparmiarti la sofferenza, ma non si può. Grazie per quello che mi hai scritto, ti abbraccio forte carissima Alice! Tu sei davvero molto speciale per me! Sono felice 😃 di averti incontrata! 🥰♥️

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      3. Anch’io sono STRA-felice di averti conosciuta. ♥️♥️ E devo dire grazie ai nostri blog perché, senza la loro presenza, tu saresti rimasta una perfetta sconosciuta e, ti assicuro, mi mancherebbe qualcosa. ♥️♥️
        Detto questo, io spesso guardo alla mia vita come se fosse un romanzo e mi rendo conto che di drammi ne ho avuti abbastanza, non ne vorrei davvero altri… Va bene che ci rendono più forti e ci spingono a migliorare, però anche BASTA. 😉

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      4. Sono felice 😃 anche io di averti conosciuta, non immagini quanto, Alice, ringrazio i nostri blog per questo! ♥️♥️
        Sono convinta che nulla succeda per caso.
        A me mancherebbe moltissimo la tua presenza, concordo con te anche sul fatto che dovremmo avere un po’ di tregua. Io mi sento sfinita, ho scelto di essere un punto di riferimento per tutti nell’ambito delle mie varie famiglie ed è un ruolo faticoso!
        Ti voglio bene, ti abbraccio forte!!! ♥️♥️😉🥰😍🥰🥰🥰🥰

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      5. Sono le 6 di mattina di sabato e io sono sveglia, in ansia per una questione di lavoro che crederà problemi che non so ancora bene come gestire e risolvere. Tu almeno ti sfinisci per la famiglia… Lo trovo un po’ più “salutare”. 🙄😁
        Ricambio l’abbraccio. 🥰♥️
        PS: ti ho scritto una email sull’indirizzo che compare associato al tuo account WordPress (quello che compare nei commenti e che vedo solo io come amministratore del mio blog), ma non ho ricevuto risposta, quindi forse non lo usi… Se mi scrivi la tua email, ti scrivo.

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  3. Il famoso schiaffo alla miseria…i dottori dovrebbero seguire dei corsi di psicologia base, perlomeno: dire certe notizie non è facile ma non deve essere nemmeno una sentenza. Fortunatamente se qua con noi a rallegrarci. Tiè 🤟😘

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    1. Beh, non ti nascondo che avevo capito sulla mia pelle che la situazione fosse grave, con febbre 🤒 a quaranta e mezzo, sentivo letteralmente le forze del corpo che mi stavano abbandonando. Non riuscivo più nemmeno a mangiare, mio marito era disperato. Mi sono fatta forza, che altro avrei potuto fare? Avrei potuto morire anche per quella brutta polmonite, me lo disse il primario. Un altro genio. Gli dissi che dopo la notizia appena ricevuta, mi sarei messa a ballare, avevo la flebo attaccata, ero in corridoio e la febbre 🤒 era risalita a 39. Mi disse che non aveva mai conosciuto una persona vitale come me e poi ci rincontrammo nel 2018, per il crollo dell’emoglobina. Lì, ci mancò proprio un soffio..

      Ti ringrazio, Low, sono contenta di rallegrarvi. La vita è stata generosa e dura con me, ma non sono diventata una persona rancorosa e la mia gioia di vivere, pure nelle grandi difficoltà della vita, non me la faccio portare via da nessuno! Ecco qua! Ti abbraccio 🖤🥰😘

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  4. I termometri a infrarossi temo non siano affidabilissimi, o almeno il mio.
    Ho fatto un esperimento con acqua calda in un lavandino, 2 termometri “normali”, e quello ad infrarossi.
    I 2 immersi diedero la stessa temperatura, quello a infrarossi, almeno 4 linee di meno.

    Potresti fare lo stesso esperimento anche tu: acqua calda, termometro tradizionale immerso per alcuni minuti, e alla fine della rilevazione “spari” con il termometro a infrarossi: vedi se ci sono differenze oppure no.

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    1. In Farmacia mi hanno detto che funzionano. Sai che quelli con il mercurio non li fanno più.
      Certo se stai in una stanza molto riscaldata potrebbe esserci l’inconveniente di cui parli tu, ma con qualche piccolo accorgimento si risolve. Ultimamente vivo in una ghiacciaia. Lui mi sparò, verificò che non avevo la febbre 🤒 e andò a lavorare. Mi disse che mi aveva sparato accuratamente 😄😄😄

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    1. Sì, cara Luisa, fu un momento terribile. Sentivo di non avere un tumore, ma la lastra che feci rivelava un disastro. Ovviamente non avevano i mezzi per andare oltre.
      Al Pronto Soccorso di Anzio c’era una fila improponibile, il dottore del centro diagnostico mi diede la mano, invitandomi ad andare in ospedale, ma la sua aria tradiva un’espressione che significava che mi restava all’incirca un quarto d’ora di vita.
      La dicitura del referto fuorviò mio cugino, che è un dottore.
      Lo sentii muto all’altro capo del telefono e mi rispose di sì, che poteva trattarsi di un tumore, non poteva nascondermelo. Voleva che andassi in ospedale a Salerno da lui.
      Andai a Roma e mi ricoverarono.
      Mio fratello la sera prima diceva che non avevo nulla, ero solo agitata, mi prescrisse una camomilla. Gli risposi che io, nonostante tutto, ero più tranquilla di lui e aggiunsi che era così agitato che faceva bene a prenderla lui la camomilla, riuscì ad essere scontroso pure in quell’occasione. Non dico che non si diede da fare, ma i suoi modi li conosci ormai.
      La nobildonna mi fece morire dal ridere! Grazie di cuore ❤️ cara Luisa 😄😄😄

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      1. Sai che anch’io ho tanti ricordi dei pazienti accanto a me, tutte le volte che sono stata ricoverata in ospedale.
        L’ultima volta ero in camera con la signora Lisetta, madre del prete del rione. Veniva sempre a trovarla con altri sacerdoti e alla fine impartiva benedizioni a iosa. Ce la siamo cavata tutte e due, anche grazie a quelle benedizioni, mi dico io🤗

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