Maturità edizione seconda

Finalmente una giornata bellissima, una notizia meravigliosa, complimenti a mia nipote, sono emozionata come se avessi sostenuto io l’esame. Avrei voluto essere lì con lei, vorrei poter condividere tutto. L’importante è che sia andata bene. Sono felicissima per lei, per mia cognata, per la mia seconda nipote e per mio fratello naturalmente. Si è chiuso un ciclo. Che sollievo, che emozione. Ho sognato tante volte di dover sostenere l’esame di Maturità, un po’ come nel film di Genovese, che pure conosco, andava a scuola con mio fratello. La cosa incredibile è che io nel sogno chiedevo ai miei compagni, davvero ragazzi dobbiamo sostenere l’esame, ma non l’abbiamo già fatto? Ma siete sicuri? Eppure abbiamo preso tutti una Laurea. Nel sogno non c’era verso ed io mi sentivo così stanca, tanto stanca. Non studiavo da mesi, da anni, non avevo il libretto delle giustificazioni, io che in vita mia non ho mai fatto sega. A me piaceva studiare, mi è sempre piaciuto, mi piace ancora. Mia madre dice che io sono rimasta a scuola, fissata come sono con i voti. Che volete, sono un po’ folle, ve ne sarete accorti ormai. Io che non facevo assenze, che non sapevo copiare, non sapevo passare i compiti, ma quando potevo suggerivo eccome, perfino all’esame della patente. Ero l’unica che nel seguire le lezioni di teoria, prendeva appunti, dopo aver fatto i quiz, dopo averli riletti, ho fatto quelli degli altri. Tanto che ad un certo punto mi dissero: “Signò e mo basta”. Poi il giorno in cui feci l’esame di pratica fu bellissimo. Era di sabato e non volli dire nulla, solo che caddi dal letto, come direbbe mio padre. Allora dovetti inventarmi una scusa plausibile. All’epoca frequentavo la Comunità di Sant’Egidio, era morto da poco ahimé Don Vincenzo Paglia, che Dio lo benedica e lo abbia in gloria, starà sicuramente riposando in pace. Beh mio padre venne a chiedermi come mai di sabato mattina mi fossi alzata così presto, volle sincerarsi che mi sentissi bene. Gli risposi che con la Comunità saremmo andati a pregare, come abbiamo fatto tante volte. Boh, diciamo che ci volle credere. Era un po’ perplesso. Telefonò a mio fratello e gli riferì l’accaduto, lui rispose, vedrai che avrà il suo tornaconto, una cosa del genere, non sono il tipo peraltro. Della serie a pensare male si fa peccato, ma ci si prende, stavolta glielo devo concedere. Fatto sta che venni promossa. Ero così emozionata che non riuscii a firmare, scrissi solo Valeria, tanto che poi dissi a Paolo,
il mio amato membro interno, Paolo non è che mi tolgono la patente perché non ho firmato? Lui mi rispose di non preoccuparmi. Io gli sarò grata per sempre e gli dissi: ” Paolo sei consapevole che tu andrai in Paradiso un giorno?” Mi rispose d’emblee: ” Perché ti ho fatto prendere la patente!” E ti sembra poco????”. Ho appreso tristemente anni fa che non c’è più e ho sofferto moltissimo, spero davvero che sia in Paradiso. Durante le guide mi faceva così ridere perché mi diceva: “Valeria, tu sei una brava ragazza, sei emotiva, eppure non ti capisco perché a volte sei un orologetto, altre volte mi fai delle cappellate!!!” Ah che bei ricordi. Tornai a casa vittoriosa e incredula, con la patente in tasca, champagne!!!! Mio fratello disse subito a mio padre che, come al solito, aveva ragione lui! Certe persone non si smentiscono mai!

Pubblicato da valy71

Sono appassionata di scrittura da sempre, cerco il mio posto nel mondo ed è proprio per questo motivo che ho deciso di approdare qui. La parola chiave del mio Blog è decisamente l'Amore, l'amore per la vita, in tutte le sue forme e nelle inevitabili diramazioni che la vita ci impone. La vita ci insegna anche quello che non vorremmo mai imparare, lo ripeteva spesso una persona che ho amato tanto, con tutto il cuore, una donna meravigliosa che ora ci osserva e ci protegge da lassù e sono certa che mi voglia bene, come io ne voglio a lei, la amerò per sempre, anche se il destino, che davvero ha molta più fantasia di noi, ha deciso di separare, per così dire, le nostre strade, ma per volersi bene, non basta che amarsi, anche se non ci si vede e non ci si sente più. Il mio dolce saluto arriva fino a lassù e la raggiunge. Le auguro di riposare in pace e di trovare quella felicità che nella vita ha saputo assaporare, nonostante le mille difficoltà che ha incontrato e superato brillantemente. Non fu subito amore a prima vista tra noi, ma abbiamo imparato a volerci bene e a rispettarci. Dove c'è rispetto, c'è amore! Valeria D'Andrea

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