La mia valvola di sfogo

Avete mai avuto la sensazione di sentirvi stanchi di tutto? Come se ad un certo punto avvertissimo che nulla abbia più un senso? A me personalmente è capitato tante volte. Sapete che cosa mi fa male, mi ferisce a morte? La noncuranza. Quando ti dai tanto da fare per una o più persone per poi renderti conto che interessa solo a te. Mi sarà capitato forse un milione di volte o anche più. Non parlo di persone qualsiasi, parlo di persone care, familiari, che magari hai aiutato e all’improvviso svaniscono come bolle di sapone. Mi fa male questa indifferenza, che definirei piuttosto noncuranza, come ho già detto, ma perché deve essere sempre tutto così sbagliato? Questa è una domanda ricorrente nella mia vita. Un’altra cosa che ho notato è che ho lavorato molto sulla mia sensibilità e mi sembrava di aver raggiunto dei risultati non dico notevoli, ma discreti, apprezzabili, eppure mi rendo conto della mia fragilità. Mi sento così esposta, vulnerabile, come se avessi la pelle sottile, lo so è un concetto che ho espresso altre volte, ma mi fa male e ora è di questo che ho voglia di parlare. Ci affanniamo tanto dietro numerosi obiettivi e certe volte mi domando se ne valga davvero la pena. Non lo nascondo, in questo momento ho paura, non so quale futuro ci attenda. Non voglio essere negativa, lungi da me, sto solo abbandonandomi alle mie riflessioni. Si parlava tanto del fatto che la pandemia ci avrebbe reso persone migliori, ma quando mai? Non faccio di tutta un’erba un fascio naturalmente perché ci sono persone straordinarie e lo sono nella loro quotidianità. Senza ostentare il bene che fanno, che Dio le benedica. Quante cose diamo per scontato, anche io che mi soffermo sempre su molti particolari. Mi fa male la cattiveria gratuita. Lo scagliarsi contro gli altri quando non ce n’è alcun motivo. Ieri due signore, una in modo particolare, hanno aggredito verbalmente mio padre, non ci ho visto più. Alla più accanita ho risposto dapprima in maniera garbata, ma decisa, lei però non demordeva, voleva avere ragione a tutti i costi e, forse in qualche modo, la sua piccola parte di ragione l’aveva pure. Gli ha detto che faceva finta di non sentire, quando il mio papà ha seri problemi di udito, da un orecchio in modo particolare e quando le ho detto che le auguravo di non poterlo provare mai, mi ha risposto sempre prima a te. Ho dovuto fare appello a tutto il mio self control, le avrei voluto domandare semplicemente una cosa. Che problemi ha lei, da dove le viene tutto questo livore, si sentiva forte, inattaccabile; siccome insisteva, le ho detto che evidentemente non sente tanto bene nemmeno lei, ma il suo problema più grande è che non ha un cuore. Questo episodio risale ormai ad un paio di giorni fa, vista l’ora, ci credete che mi fa ancora male? Papà non aveva bisogno che lo difendessi, ma quando attaccano qualcuno che amo con tutto il cuore o mi capita di assistere ad episodi del genere, ad ingiustizie anche se di piccolo taglio, passatemi il termine, io non mi capacito e zitta non riesco proprio a stare. Come il dentista che minimizzava su un’eventuale reazione allergica. Gli volevo partire di capoccia, mi sono trattenuta. E’ andata. Io non sto zitta, ho diritto ad esprimere le mie opinioni e lo faccio in maniera rispettosa, se poi si va oltre e i toni si accendono evidentemente ho fatto centro con la verità, ma non è un problema mio. Ci sono ancora tante persone cattive e sciocche nel mondo, ma ringrazio Dio per tutte le persone buone che ci regalano un sorriso e vado avanti riponendo fiducia e speranza nel futuro e nella vita. Grazie per l’attenzione, è da tempo che alleno i muscoli della gratitudine. Mi concentro sul bello, sulla speranza, sulle infinite possibilità che abbiamo e vado avanti dicendo sempre grazie.

Pubblicato da valy71

Sono appassionata di scrittura da sempre, cerco il mio posto nel mondo ed è proprio per questo motivo che ho deciso di approdare qui. La parola chiave del mio Blog è decisamente l'Amore, l'amore per la vita, in tutte le sue forme e nelle inevitabili diramazioni che la vita ci impone. La vita ci insegna anche quello che non vorremmo mai imparare, lo ripeteva spesso una persona che ho amato tanto, con tutto il cuore, una donna meravigliosa che ora ci osserva e ci protegge da lassù e sono certa che mi voglia bene, come io ne voglio a lei, la amerò per sempre, anche se il destino, che davvero ha molta più fantasia di noi, ha deciso di separare, per così dire, le nostre strade, ma per volersi bene, non basta che amarsi, anche se non ci si vede e non ci si sente più. Il mio dolce saluto arriva fino a lassù e la raggiunge. Le auguro di riposare in pace e di trovare quella felicità che nella vita ha saputo assaporare, nonostante le mille difficoltà che ha incontrato e superato brillantemente. Non fu subito amore a prima vista tra noi, ma abbiamo imparato a volerci bene e a rispettarci. Dove c'è rispetto, c'è amore! Valeria D'Andrea

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