Classe 1971

Nacqui una mattina calda e soleggiata, ma no, non è vero. Sono nata a Marzo e forse all’ora di pranzo, sono da sempre una buona forchetta. Mio nonno Umberto ne andava fiero, diceva sempre che bisogna diffidare delle persone che non mangiano perché vuol dire che non sono tranquille. Un uomo alto, magro, toscano e con uno spiccato senso dello humour. Simpatico, birbone, talvolta bisbetico e ficcante.

Tornando a noi, a me, in questo caso, nacqui a marzo e in quell’anno nevicava, al punto che il mio papà dovette spalare la neve nel parcheggio di Villa Benedetta per potermi portare a casa. Mi affacciai al mondo sorridendo, ridevo, con i miei occhioni viola, magari mi fossero rimasti; scrutavo tutto, già da allora ero piena di curiosità. Almeno è quanto mi riferiscono, va bene che ho una memoria formidabile, che ho ripreso da papà, ma non posso ricordare proprio quel giorno in particolare. Fu allora che ricevetti la mia prima proposta di matrimonio, da parte del pediatra che mi faceva ballare ed era incantato da me. Per quella vera di proposta ho aspettato parecchio, ma fin da ragazzina, ne ho ricevute diverse, devo dire. Mio fratello scrisse una lettera per me, per la sorellina, ma aveva la varicella, credo, quindi non venne in ospedale. Le presentazioni avvennero a casa e anche di quelle non ricordo nulla. Come non ricordo, se non vagamente, di quella volta che mi tagliò i capelli con le forbici della carta dei bambini e io ridevo come una pazza. Ricordo benissimo quando tagliò i capelli alle mie bambole, dicendomi che sarebbero ricresciuti e ci rimasi malissimo. Avevo una bambolina piccola, deliziosa, con lunghi capelli e una molletta, rimase con i capelli mozzati. Quale amara disillusione. Per non parlare di quando ha impiccato Ciccio bello e non solo. Che volete, ognuno, a quanto pare, ha il fratello che si merita. Vorrei poter dire che non mi è andata così male, ma non vorrei si montasse troppo il capo. Potrei raccontarvi un milione di aneddoti, ma vi farei annoiare. Mamma dice che avevo il sonno così leggero, che per paura di svegliarmi stava attenta perfino a respirare, che famiglia meravigliosa ho avuto, posso soltanto ringraziare!

Pubblicato da valy71

Sono appassionata di scrittura da sempre, cerco il mio posto nel mondo ed è proprio per questo motivo che ho deciso di approdare qui. La parola chiave del mio Blog è decisamente l'Amore, l'amore per la vita, in tutte le sue forme e nelle inevitabili diramazioni che la vita ci impone. La vita ci insegna anche quello che non vorremmo mai imparare, lo ripeteva spesso una persona che ho amato tanto, con tutto il cuore, una donna meravigliosa che ora ci osserva e ci protegge da lassù e sono certa che mi voglia bene, come io ne voglio a lei, la amerò per sempre, anche se il destino, che davvero ha molta più fantasia di noi, ha deciso di separare, per così dire, le nostre strade, ma per volersi bene, non basta che amarsi, anche se non ci si vede e non ci si sente più. Il mio dolce saluto arriva fino a lassù e la raggiunge. Le auguro di riposare in pace e di trovare quella felicità che nella vita ha saputo assaporare, nonostante le mille difficoltà che ha incontrato e superato brillantemente. Non fu subito amore a prima vista tra noi, ma abbiamo imparato a volerci bene e a rispettarci. Dove c'è rispetto, c'è amore! Valeria D'Andrea

2 pensieri riguardo “Classe 1971

  1. Grande Enza, bellissima l’immagine dei fratelli come palestra sociale. La mia posso dire che sia stata senz’altro una palestra di primo livello!!! Lo è tuttora…………….!

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